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Se frequenti il mondo del benessere naturale, probabilmente hai già sentito parlare dell’oil pulling: una pratica di origine ayurvedica che consiste nello sciacquare la bocca con un olio vegetale, usandolo come una sorta di collutorio per diversi minuti prima di sputarlo.
Tra i vari oli utilizzati, l’olio di cocco è oggi il più popolare, complice il suo sapore gradevole e la sua composizione unica.
L’oil pulling è una tecnica tradizionale di medicina Ayurveda nota anche come Gandusha, la quale prevede di mettere in bocca un cucchiaio di olio di cocco, o in alternativa di sesamo e di farlo circolare attivamente tra i denti e le gengive per un periodo che va dai 10 ai 15 minuti, senza ingoiarlo.
E’ una pratica che si consiglia di fare la mattina al risveglio, prima di colazione se possibile.
Al termine, l’olio va sputato, meglio in un cestino che nel lavandino, per evitare di intasare le tubature. Infine si risciacqua la bocca con acqua tiepida e si procede al normale lavaggio dei denti.
Nella tradizione ayurvedica queste pratiche vengono considerate parte della dinacharya, cioè la routine quotidiana di cura e mantenimento della salute. Tradizionalmente questa tecnica viene associata a:

Le noci di cocco (Cocos nucifera) sono alcuni degli alimenti più nutrienti del pianeta e sono stati un punto fermo per millenni. La scienza occidentale sta ora “cercando di implementare” ciò che i nativi delle regioni tropicali conoscono da migliaia di anni. Uno dei motivi per cui il cocco rende il cocco così speciale è che è un alimento antimicrobico naturale.
L’olio di cocco si è affermato come opzione preferita per un motivo preciso: la sua composizione chimica.
Circa la metà dei suoi acidi grassi a catena media è rappresentata dall’acido laurico, una sostanza nota per le sue proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie.
Studi in vitro su modelli di biofilm hanno inoltre dimostrato che l’olio di cocco è efficace contro batteri come lo Streptococcus mutans, ovvero uno dei principali responsabili della carie e contro funghi come la Candida albicans.
Negli ultimi anni la ricerca su questa pratica è aumentata, e i risultati, seppur ancora preliminari, sembrano molto promettenti:
Il meccanismo d’azione proposto per l’oil pulling si basa su alcuni processi fisico-chimici e biologici:

Fare l’oil pulling è davvero molto semplice. Ecco come procedere:
L’oil pulling con olio di cocco non è una moda priva di fondamento: alcune evidenze scientifiche, seppur ancora limitate, suggeriscono un potenziale beneficio nella riduzione di placca, batteri e infiammazione gengivale.
Tuttavia per onestà va detto che non ci sono ancora studi che dimostrano che l’oil pulling possa essere utile per sbiancare i denti, o per disintossicare l’organismo, come sostiene la tradizione ayurvedica.
Detto questo, non sostituisce le pratiche di igiene orale consolidate come spazzolino, filo interdentale e controlli dal dentista: va semmai considerato un possibile complemento, non un’alternativa. Se hai patologie dentali in corso, parlane sempre prima con il tuo dentista.
Olio di cocco prodotto da spremitura a freddo della polpa pura ed essiccata di noci di cocco. Non deodorato, non raffinato, non decolorato. Ha un gustoso sapore di cocco, ideale per dolci insalate e ricette varie.
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