Enciclopedia delle erbe officinali > Borragine, Borago officinalis L.

Borragine (Borago officinalis)

Scheda tecnico botanica:

borraggine

Classificazione

  • Famiglia: Boraginaceae
  • Genere: Borago
  • Specie: Borago officinalis L.
  • Nome comune: Borragine, Borragine comune

Descrizione botanica

  • Tipo di pianta: Erbacea annuale
  • Altezza: 20-70 cm
  • Fusto: Eretto, cavo internamente, ramificato e ricoperto da peli ruvidi rigidi di colore biancastro
  • Foglie: Alterne, ovali o ellittiche, con margine dentato e ondulato; ricoperte da una densa peluria ruvida; le foglie basali sono più grandi e picciolate, quelle superiori più piccole e sessili
  • Fiori: Di breve durata, a forma di stella con cinque petali, di colore blu-viola, talvolta bianchi o rosa pallido; raccolti in infiorescenze a grappolo pendulo
  • Frutti: Acheni contenenti numerosi semi, lunghi circa 6 mm

Habitat e Distribuzione

  • Originaria dell’area mediterranea, oggi diffusa in molte regioni temperate, cresce spontanea in terreni incolti, lungo strade e bordi di campi
  • Predilige suoli ricchi e ben drenati, posizione soleggiata o di mezz’ombra
  • Frequente dal livello del mare fino a 800-1000 metri di altitudine

Proprietà e Usi

  • Ricca di acidi grassi insaturi (omega-6 e omega-3), vitamina C, antiossidanti e mucillagini
  • Proprietà diuretiche, depurative, sudorifere, emollienti; tradizionalmente usata per tosse, bronchite, eczemi e come rimedio depurativo
  • Semi utilizzati per estrarre olio di borragine, apprezzato per proprietà antinfiammatorie e dermatologiche
  • In cucina le foglie giovani si usano cotte o crude come verdura, i fiori come decorazione o ingrediente di dolci e bevande
  • Attenzione all’uso terapeutico interno di foglie e fiori per la presenza di alcaloidi epatotossici; l’olio dai semi è invece considerato sicuro se usato correttamente

Curiosità

  • Il nome “Borragine” deriva dal latino “borra”, tessuto di lana ruvida, riferito alla peluria della pianta
  • Chiamata anche “succiameli” poiché i bambini succhiavano volentieri il nettare dei fiori per il sapore dolce
  • Antica pianta con usi sia culinari che medicinali documentati fin dall’epoca romana

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