Enciclopedia delle erbe officinali > Verbasco, Verbascum thapsus L.

Verbasco (Verbascum thapsus L.)

Scheda tecnico botanica:

verbasco

Classificazione

  • Famiglia: Scrophulariaceae
  • Genere: Verbascum
  • Specie: Verbascum thapsus L.
  • Nomi comuni: Verbasco, Tasso barbasso, Candela, Lamma, Erba candelina

Descrizione botanica

  • Origine e distribuzione: Pianta erbacea biennale o perenne, diffusa spontaneamente in Europa, Asia e Nord Africa. Cresce su terreni aridi, sabbiosi e soleggiati, soprattutto lungo strade, in prati, pascoli e luoghi incolti da pianura a media montagna.
  • Portamento: Pianta alta da 50 cm fino a 2 metri, con fusto eretto, robusto e denso di peli lanosi.
  • Foglie: Grandi, ovate o lanceolate, molto tomentose (coperta di peli morbidi), con margine ondulato o dentato, verdi ma con aspetto grigio-argenteo per i peli.
  • Fiori: Gialli, grandi 1,5-3 cm, riuniti in racemi densi e compatti che occupano la parte superiore dello stelo. Corolla con cinque petali irregolari e cinque stami lanosi (3 superiori più corti e pelosi, 2 inferiori più lunghi e glabri).
  • Radice: Fittonante, robusta.
  • Frutti: Capsule ovate con moltissimi piccoli semi.

Habitat e coltivazione

Predilige esposizioni soleggiate e terreni poveri, sabbiosi o ghiaiosi; è frequente su terreni disturbati e incolti. La pianta è rustica e si adatta a variazioni climatiche temperate.

Proprietà e usi fitoterapici

  • Principi attivi: mucillagini, saponine, flavonoidi, iridoidi, oli essenziali e tannini.
  • Azione: espettorante, emolliente, lenitiva e antinfiammatoria soprattutto sulle mucose del tratto respiratorio.
  • Indicata per tosse, bronchite, raffreddore, faringiti e tracheiti.
  • Usata sia internamente sotto forma di infusi, decotti, sciroppi, sia esternamente in impacchi o cataplasmi per irritazioni cutanee.
  • Effetti calmanti sulla tosse senza danneggiare la muscolatura respiratoria.
  • Applicata anche in cosmetica per pelle sensibile e irritata.

Curiosità

  • Il nome “tasso barbasso” deriva dalla lanugine folta che ricopre la pianta, simile a una barba.
  • Viene chiamato anche “candela” per la forma del fusto fiorito, una volta usato come torcia o stoppino.
  • Usato storicamente come pianta medicinale fin dall’antichità, citato anche da Dioscoride.

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