Benefici della Melissa: rilassa la mente, migliora il sonno, favorisce la digestione

benefici melissa

La Melissa (Melissa officinalis), conosciuta comunemente come lemon balm o “erba limona”, è una pianta della famiglia delle Lamiaceae (la stessa di menta, salvia e basilico), originaria dell’area mediterranea ma oggi coltivata in tutto il mondo. Il suo utilizzo in erboristeria vanta una storia lunghissima — le prime descrizioni delle sue proprietà medicinali risalgono a circa 2000 anni fa, comparendo già nella Historia Plantarum (III secolo a.C.) e nel De Materia Medica di Dioscoride.

Oggi la Melissa è tra le piante più studiate per i suoi effetti su ansia, sonno, disturbi digestivi e come rimedio topico contro l’herpes labiale. In questo articolo vediamo quali i benefici, le possibilità d’impiego e le modalità d’utilizzo.

I principi attivi

L’azione della Melissa è attribuita a un insieme di composti bioattivi presenti soprattutto nelle foglie:

  • acido rosmarinico, il composto più studiato, un polifenolo con proprietà antiossidanti e un ruolo chiave nell’azione calmante;
  • citrale e altri componenti dell’olio essenziale;
  • acido oleanolico e acido ursolico (triterpenoidi);
  • tannini e altri acidi fenolici.

Dagli studi fin’ora condotti sembra che questi composti agiscono su diversi sistemi di segnalazione cerebrale: il sistema GABAergico. L’acido rosmarinico sembra modulare l’attività della GABA-transaminasi, l’enzima che degrada il principale neurotrasmettitore inibitorio del cervello, quello colinergico e quello serotoninergico.

Ma esattamente cosa significa?

Il nostro cervello comunica attraverso dei “messaggeri chimici”, chiamati neurotrasmettitori. Alcuni di questi hanno un effetto “calmante”, frenano l’attività dei neuroni, altri invece li attivano.

Il principale messaggero calmante del cervello si chiama GABA. Puoi immaginarlo come una specie di “freno” naturale: più GABA è attivo, più il cervello è rilassato e meno agitato.

Il corpo, però, produce anche un enzima chiamato GABA-transaminasi, il cui compito è “smaltire” il GABA, cioè eliminarlo una volta usato — un po’ come uno spazzino che pulisce via il freno dopo che ha fatto il suo lavoro.

L’acido rosmarinico presente nella Melissa sembra rallentare l’azione di questo “spazzino”, la GABA-transaminasi. Il risultato è che il GABA resta attivo più a lungo nel cervello, e quindi il suo effetto calmante dura di più.

In parole povere la Melissa non ha un effetto sedativo sul cervello, ma sembra agire potenziando un meccanismo calmante che il cervello possiede già naturalmente.

Benefici della Melissa

melissa pianta fiorita

1. Ansia e stress

Nella tradizione popolare la Melissa è da sempre associata al rilassamento, indicato per calmare nervosismo, agitazione e situazioni di tensione emotiva.

Ed è anche l’ambito con più letteratura clinica alle spalle. Diversi trial randomizzati controllati con placebo hanno valutato l’effetto della Melissa su ansia e stress in vari contesti.

Vediamoli insieme.

Miglioramenti su pazienti sottoposti a Bypass coronarico

In uno studio randomizzato in doppio cieco su pazienti sottoposti a bypass coronarico, l’assunzione di 1,5 g al giorno di Melissa in polvere per sette giorni ha ridotto l’ansia e migliorato la qualità del sonno rispetto al placebo, con miglioramenti rispettivamente del 49% e del 54% secondo le scale di misurazione utilizzate.

Miglioramenti su persone affette da angina stabile cronica

Uno studio con trial randomizzato in doppio cieco e controllato con placebo, condotto su 80 pazienti affetti da angina stabile cronica ha valutato gli effetti della Melissa sui livelli di stress. A un gruppo è stato somministrato 3g al giorno di Melissa, mentre all’altro un placebo. Il trattamento è durato 8 settimane, al termine del quale si è vista una riduzione significativa di depressione, ansia, stress e disturbi del sonno nel gruppo che aveva assunto la Melissa, rispetto al gruppo placebo.

Revisione narrativa recente

Una revisione narrativa recente, pubblicata nel 2024, conferma che la Melissa mostra proprietà ansiolitiche e antidepressive, sottolineando però che sono necessari trial più robusti e su campioni più ampi per confermare in modo definitivo questi effetti.

2. Sonno e qualità del riposo

Nella tradizione erboristica occidentale la Melissa è tra i rimedi naturali più utilizzati per trattare i problemi di insonnia.

L’effetto sul sonno è strettamente legato a quello ansiolitico, ma è stato indagato anche in modo specifico. Ecco alcuni studi interessanti:

Miglioramenti del sonno su pazienti operati di Byapss coronarico

Nello studio sui pazienti operati di bypass coronarico di cui abbiamo parlato nel capitolo precedente, il miglioramento della qualità del sonno è stato uno degli esiti principali misurati.

Miglioramenti del sonno su donne in post-menopausa, in combinazione con la Valeriana

Una revisione del 2013 pubblicato su Complementary Therapies in Clinical Practice, ha evidenziato che la combinazione di Melissa e Valeriana ha migliorato significativamente la qualità del sonno in donne in post-menopausa. Si tratta di un trial randomizzato, controllato con placebo. In tutto hanno partecipato 100 donne, suddivise in due gruppi da 50 persone ciascuno, dove un gruppo ha ricevuto 2 capsule al giorno contenenti 160 mg di Valeriana + 80 mg di Melissa, l’altro un placebo.

Il trattamento è durato un mese. Dallo studio è emerso che il gruppo che aveva assunto Valeriana + Melissa ha mostrato un miglioramento significativo della qualità del sonno rispetto al gruppo placebo, con una riduzione dei disturbi del sonno tipici della fase menopausale e non sono stati segnalati effetti collaterali, a differenza di quanto avviene spesso con i sonniferi da prescrizione.

Miglioramenti del sonno su donne in menopausa, in combinazione con il Finocchio

In uno studio randomizzato in doppio cieco condotto su donne in menopausa con disturbi del sonno, un estratto a base di Melissa e finocchio ha mostrato miglioramenti della qualità di vita legata al sonno paragonabili al citalopram (un farmaco antidepressivo), con un profilo di tollerabilità favorevole.

Si tratta di un trial pubblicato nel 2021 su Revista Brasileira de Ginecologia e Obstetrícia, condotto su 60 donne in post-menopausa con disturbi del sonno, seguite presso un ospedale universitario tra il 2017 e il 2019.

Le partecipanti sono state divise in 3 gruppi:

  1. un gruppo ha ricevuto Melissa officinalis + estratto di finocchio (500 mg al giorno);
  2. un gruppo ha ricevuto citalopram (30 mg al giorno) — un farmaco antidepressivo della classe SSRI, spesso usato anche per gestire sintomi menopausali come vampate e disturbi del sonno
  3. un gruppo ha ricevuto placebo

Il trattamento è durato 8 settimane, in doppio cieco.

Alla fine dello studio si è visto che chi ha ricevuto la Melissa + estratto di finocchio, ha visto un sostanziale miglioramento della qualità del sonno, non solo rispetto al placebo, ma anche rispetto al farmaco citalopram, con l’ulteriore vantaggio che non ci sono stati effetti collaterali riscontrati. Mentre sul fronte tollerabilità, nel gruppo citalopram sono stati riportati alcuni effetti collaterali, seppur lievi, con due casi di nausea e un caso di cefalea.

3. Proprietà digestive ed antispasmodiche

La Melissa officinalis ha una lunga tradizione d’uso come rimedio per migliorare la digestione, ridurre il gonfiore e alleviare le coliche addominali. Dal punto di vista degli studi clinici è supportato soprattutto l’effetto antispasmodico della Melissa, ovvero la capacità di rilassare la muscolatura liscia riducendo i crampi e gli spasmi dolorosi.

Gli studiosi suggeriscono che potrebbe esserci un legame tra l’effetto che la Melissa sul sistema nervoso e la digestione. Questo potrebbe essere particolarmente rilevante nei disturbi digestivi funzionali aggravati da stress e tensione

4. Proprietà antivirali su Herpes labiale

Meno conosciuto è l’impiego per il trattamento dell’herpes simplex, il comune herpes delle labbra.

L’uso topico della Melissa contro l’herpes simplex labiale è probabilmente l’applicazione con la storia clinica più consolidata, con studi che risalgono già agli anni ’90.

Dal punto di vista del meccanismo d’azione, l’effetto antivirale sembra legato principalmente ai tannini, all’olio essenziale e all’acido rosmarinico, che agirebbero bloccando i recettori usati dal virus per l’adesione alla cellula ospite, impedendo così l’ingresso virale.

Lo studio è stato pubblicato nell’ottobre 1999, sulla rivista Phytomedicine, a firma di R. Koytchev, R.G. Alken e S. Dundarov. In tutto hanno partecipato 66 pazienti con una storia di herpes labiale ricorrente, definita come almeno 4 episodi all’anno. Quindi non pazienti alla loro prima infezione, ma persone con recidive frequenti.

Lo studio è stato condotto con un trial randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi:

  • 34 pazienti hanno ricevuto la crema attiva, contenente l’1% di Lo-701, un estratto secco di Melissa officinalis concentrato;
  • 32 pazienti hanno ricevuto una crema placebo, identica nell’aspetto ma priva del principio attivo.

La crema è stata applicata 4 volte al giorno per 5 giorni.

Dopo 48 ore di trattamento è emerso che il gruppo trattato con estratto di Melissa mostrava una sintomatologia significativamente meno severa rispetto al placebo. Un dato interessante perché il secondo giorno è tipicamente il momento di picco dei sintomi in un episodio di herpes labiale, quindi intervenire efficacemente proprio in quella fase ha un impatto pratico rilevante per chi ne soffre.

Più di recente, nel 2015, è stato pubblicato un altro studio, pubblicato su Jundishapur Journal of Natural Pharmaceutical Products, un giornale scientifico iraniano. Lo studio ha confrontato direttamente un gel di Melissa con una crema di aciclovir al 5%, il farmaco antivirale di riferimento.

Non sono state osservate differenze significative tra i due trattamenti in termini di dimensione della lesione, tempo di guarigione ed eritema, suggerendo un’efficacia comparabile.

Come assumere la Melissa

infuso di melissa

L'impiego tradizionale prevede l'uso delle foglie di Melissa in infusione. Le foglie si possono utilizzare sia fresche, che essiccate.

Ecco come preparare la tisana di Melissa:

  • Dose: versa un cucchiaino di foglie secche (o il doppio se fresche) per tazza.
  • Acqua: Versa acqua calda a bollente nella tazza insieme le foglie.
  • Tempo: Lascia in infusione per circa 9-10 minuti, poi filtra.
  • Quantità: Puoi bere fino a 2-3 tazze al giorno, preferibilmente una tazza la sera se ti serve per migliorare la qualità del sonno.

Sicurezza e precauzioni

Per quella che è la storia di impiego tradizionale della Melissa e negli studi disponibili, la Melissa officinalis mostra generalmente un buon profilo di tollerabilità, con eventi avversi lievi e poco frequenti.

Tuttavia, come per ogni sostanza fitoterapica, alcune precauzioni sono opportune:

  • la Melissa può interagire con farmaci sedativi, o con altre sostanze ad azione sul sistema nervoso centrale, potenziandone l’effetto;
  • l’uso in gravidanza e allattamento non è ben studiato, per cui è preferibile evitarlo o consultare un medico;

Conclusione

La Melissa officinalis è una delle piante medicinali con il maggior numero di studi clinici a supporto dei suoi usi tradizionali, in particolare per ansia lieve, qualità del sonno e come trattamento topico dell’herpes labiale.

Le evidenze, pur incoraggianti, provengono spesso da studi con campioni ridotti e disegni sperimentali migliorabili: la comunità scientifica concorda nell’indicare la necessità di trial randomizzati più ampi e rigorosi per confermare in modo definitivo l’entità reale di questi benefici.

Nel frattempo, resta una delle opzioni fitoterapiche più interessanti e meglio tollerate per chi cerca un supporto naturale al rilassamento e al benessere generale.

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Bibliografia scientifica

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  10. EMA: Melissae folium – herbal medicinal product https://www.ema.europa.eu/en/medicines/herbal/melissae-folium

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