Equiseto arvense, la pianta che può chelare ed eliminare l’alluminio dal nostro corpo 

equiseto elimina metalli pesanti 

L’equiseto, una pianta comune del nostro territorio, potrebbe essere in grado di favorire l’eliminazione dell’alluminio, un metallo pesante molto tossico per il nostro organismo

I metalli pesanti possono accumularsi nell’organismo e contribuire a diversi problemi di salute.

Numerose ricerche hanno evidenziato come l’esposizione prolungata a queste sostanze possa essere associata a patologie degenerative, alterazioni del sistema nervoso, disturbi gastrointestinali e disfunzioni del sistema immunitario.

Tra le piante maggiormente studiate per il loro potenziale ruolo nel favorire l’eliminazione di alcuni metalli dall’organismo vi è l’equiseto (Equisetum arvense), noto anche come coda cavallina.

Questa pianta è particolarmente ricca di silicio, un minerale che ha attirato l’attenzione dei ricercatori per la sua capacità di interagire con l’alluminio presente nel corpo.

Secondo diversi studi, il silicio può legarsi all’alluminio e favorirne l’escrezione attraverso le urine, contribuendo così a ridurne il carico nell’organismo.

In questo contesto, una ricerca condotta dal professor Christopher Exley ha osservato che il consumo quotidiano di circa un litro di acqua minerale ricca di silicio per un periodo di 12 settimane ha aumentato l’eliminazione urinaria dell’alluminio sia nei soggetti sani sia nei partecipanti affetti da malattia di Alzheimer, senza alterare significativamente l’escrezione di minerali essenziali come ferro e rame.

Gli autori dello studio hanno inoltre riportato evidenze preliminari secondo cui, nei partecipanti con Alzheimer, la riduzione del carico corporeo di alluminio era accompagnata, in alcuni casi, da miglioramenti delle prestazioni cognitive.

In particolare, miglioramenti clinicamente rilevanti sono stati osservati in 3 dei 15 soggetti coinvolti nello studio. Sebbene questi risultati siano considerati promettenti, gli stessi ricercatori sottolineano la necessità di ulteriori studi per confermare tali effetti e comprenderne meglio i meccanismi.

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Silicon-rich mineral water as a non-invasive test of the ‘aluminum hypothesis’ in Alzheimer’s disease

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