Proprietà e benefici della Calendula, il fiore del sole

benefici calendula

La calendula (Calendula officinalis L.), detta anche fiorrancio, è una pianta della famiglia delle Asteraceae, la stessa di camomilla e margherita. Si riconosce dai capolini arancioni e gialli che seguono il sole.

Il nome deriva dal latino calendae, perché in molte zone fiorisce quasi tutti i mesi dell’anno. È una delle piante più usate nella cosmesi naturale e nella fitoterapia europea, in particolare come crema, impacco o pomata per la cura delle irritazioni della pelle e delle mucose.

Inoltre viene usata tradizionalmente anche per via orale, come tisana, soprattutto per il trattamento di disturbi digestivi lievi.

Scopriamo insieme le sue proprietà ed utilizzi nella medicina tradizionale.

Utilizzi nella medicina popolare tradizionale

Nella tradizione popolare europea la calendula è soprattutto un rimedio per la pelle. I fiori si usavano in:

  • oleoliti e unguenti per ferite, screpolature, arrossamenti, eritema solare, geloni e dermatiti;
  • impacchi e lavaggi con l’infuso dei fiori per gli occhi arrossati e irritazioni locali;
  • gargarismi e sciacqui per gengive e gola irritate;
  • infusi per uso interno, nella medicina popolare, come aiuto per digestione, crampi e disturbi del ciclo;
  • cucina e tintura, dove i petali servivano a colorare burro, formaggi e risotti, tanto da essere chiamati “zafferano dei poveri”.

La nota erborista del Novecento, Maria Treben, parla della calendula come una delle piante più importanti della sua erboristeria, soprattutto per le sue proprietà depurative del sangue e per i suoi effetti regolatori sul ciclo mestruale. Nel libro La salute dalla farmacia del Signore, Maria Treben consiglia l’uso di fiori di Calendula per:

  1. Favorire la guarigione delle ferite: Maria Treben considera la Calendula particolarmente utile per favorire la cicatrizzazione e alleviare il fastidio associato alle ferite. Racconta, nel libro, esperienze personali relative all’impiego della pomata su ferite dolorose e cicatrici.
  2. Aiutare in caso di problemi cutanei: tra gli impieghi tradizionali che descrive figurano geloni, ustioni, fistole, piaghe e ulcere associate alle vene varicose. Riporta inoltre esperienze sull’uso della pomata per la micosi del piede.
  3. Sostenere la circolazione sanguigna: Maria Treben le attribuisce un’azione che definisce depurativa e tonica sulla circolazione. Raccomanda inoltre tradizionalmente la Calendula per i disturbi legati alle vene varicose, attraverso applicazioni esterne con pomata e impacchi.
  4. Depurazione del fegato: l’autrice la descrive come un’erba depurativa e ne consiglia l’infuso per quelli che definisce disturbi del fegato, citando in particolare l’epatite infettiva. Questo è un consiglio tratto dalla sua opera, non una terapia dimostrata per curare l’epatite.

Come consiglia di utilizzarla Maria Treben?

calendula fiori

Nel suo libro, Treben descrive diverse preparazioni tradizionali con la calendula:

  • Infuso: un cucchiaino colmo di erba per circa un quarto di litro d’acqua.
  • Pomata: preparata con fiori, foglie e gambi di Calendula, da applicare esternamente.
  • Impacchi e lavaggi: utilizzati tradizionalmente per la cura della pelle.

Composizione fitochimica

I fiori della calendula contengono numerose sostanze bioattive, soprattutto metaboliti secondari, responsabili di molte delle proprietà studiate in fitoterapia e in ambito cosmetico.

Le principali categorie sono triterpeni, flavonoidi, carotenoidi, saponine, composti fenolici e polisaccaridi. La composizione varia in base alla varietà, al colore dei fiori e alle condizioni di coltivazione.

Questi sono i principali composti presenti nella pianta:

  • Triterpeni: faradiolo, arnidiolo, calenduladiolo (sostanze con proprietà antinfiammatorie e lenitive);
  • Flavonoidi: quercetina, rutina, isoramnetina, luteolina (sostanze con proprietà antiossidante e potenzialmente antinfiammatoria);
  • Carotenoidi: β-carotene, luteina, licopene, flavoxantina (sostanze con proprietà antiossidante e che forniscono la tipica colorazione giallo-arancio);
  • Saponine triterpeniche: calendulosidi (sostanze con potenziale attività antinfiammatoria e immunomodulante);
  • Acidi fenolici: acido caffeico, clorogenico e ferulico (sostanze con proprietà antiossidanti);
  • Polisaccaridi: arabinogalattani e altri zuccheri complessi (sostanze con potenziale attività immunomodulante);
  • Olio essenziale: monoterpeni e sesquiterpeni (sostanze con potenziale attività antimicrobica);
  • Cumarine: derivati cumarinici (sostanze con attività biologiche variabili);
  • Steroli e lipidi: fitosteroli e acidi grassi. (sostanze che contribuiscono alla composizione della frazione lipidica);
  • Tocoferoli (vitamina E): contribuiscono alla protezione antiossidante dei lipidi.

I principi più studiati per l’uso cosmetico della calendula sono i triterpeni, in particolare il faradiolo e i suoi esteri, i flavonoidi e i carotenoidi.

Proprietà e benefici riconosciuti dalla Scienza

La maggior parte degli studi sulla Calendula è stata condotta sul trattamento per uso esterno. Vediamo insieme quelli più importanti.

1. Dermatite da radioterapia

Nel 2004 è stato condotto uno studio randomizzato di fase III [1] su 254 donne operate per un tumore al seno. L’obiettivo era quello di valutare se una preparazione topica a base di calendula fosse più efficace della trolamina nel prevenire la dermatite acuta causata dalla radioterapia in donne sottoposte a trattamento postoperatorio per tumore al seno. Sono stati valutati anche il dolore, le interruzioni della radioterapia e la soddisfazione delle pazienti.

Dallo studio è emerso che la dermatite acuta di grado 2 o superiore è comparsa nel 41% delle pazienti trattate con una pomata alla calendula contro il 63% di quelle trattate con trolamina.

Gli autori hanno inoltre riportato che, nel gruppo trattato con la calendula:

  • le interruzioni della radioterapia erano meno frequenti;
  • il dolore associato all’irradiazione era significativamente inferiore;
  • la soddisfazione delle pazienti era maggiore;
  • l’applicazione della pomata era giudicata più difficoltosa rispetto alla trolamina.

2. Ferite e ulcere

olio calendula irritazioni

Nel 2019 i ricercatori hanno svolto una revisione sistematica [2] per valutare le prove scientifiche disponibili sull’efficacia dell’estratto dei fiori di calendula nella guarigione delle ferite, confrontandolo con trattamenti di controllo.

Gli autori hanno condotto una revisione sistematica della letteratura scientifica, includendo gli studi pubblicati fino ad aprile 2018 su 14 studi complessivi (7 studi su animali e 7 studi clinici su esseri umani). Sono state esaminate ferite acute, croniche e ustioni

Questi sono i risultati della revisione:

  • Ferite acute: segnali di risoluzione più rapida dell’infiammazione e maggiore formazione di tessuto di granulazione, soprattutto negli studi animali.
  • Ulcere venose: due studi clinici hanno osservato una riduzione della superficie delle ulcere rispetto ai controlli.
  • Ulcere diabetiche: uno studio clinico randomizzato non ha rilevato miglioramenti della guarigione con la calendula.
  • Ustioni: risultati contrastanti.

3. Cavo orale, denti e gengive

La calendula ha una lunga tradizione d’utilizzo come collutorio naturale per la salute del cavo orale. Anche qui ci sono alcuni studi interessanti che vale la pena citare:

  • Mucosite da radioterapia. In uno studio controllato [3] su pazienti con tumori testa-collo, il collutorio alla calendula ha ridotto in modo significativo l’intensità della mucosite rispetto al placebo alla seconda settimana.
  • Gengivite e placca. In uno studio randomizzato [4], il collutorio alla calendula ha ridotto placca e gengivite più del placebo.

4. Potenziali proprietà antitumorali

calendula studi tumore

Nel 2006 è stato condotto un studio pubblicato su BMC Cancer, nel quale i ricercatori hanno esaminato un estratto acquoso di calendula, denominato LACE (Laser Activated Calendula Extract), per valutare la sua possibile attività antitumorale e la sua capacità di stimolare alcune cellule del sistema immunitario.

I ricercatori hanno testato l’estratto su un’ampia gamma di linee cellulari tumorali umane e murine, rappresentative di 9 tipi di tumore: leucemia, melanoma, fibrosarcoma, tumore al seno, tumore alla prostata, tumore alla cervice uterina, tumore al polmone, tumore al pancreas e tumore del colon-retto.

Dallo studio è emersa una forte inibizione della proliferazione delle cellule tumorali, dose-dipendente e tempo-dipendente, con l’estratto di calendula in grado di produrre un’inibizione della proliferazione pari a circa il 70-100% nelle linee cellulari tumorali testate.

La risposta antiproliferativa è stata osservata in tumori derivanti da diversi tessuti, anziché essere limitata a un singolo tipo di cancro.

I ricercatori hanno anche studiato come l’estratto di calendula agisse sulle cellule tumorali. L’estratto ha causato un significativo accumulo di cellule nella fase G0/G1 del ciclo cellulare, indicando che interferiva con la capacità delle cellule tumorali di progredire normalmente attraverso la divisione cellulare.

Lo studio ha inoltre evidenziato l’attivazione della caspasi-3, un’importante via molecolare coinvolta nell’apoptosi, ovvero la morte cellulare programmata.

Nel complesso, i risultati hanno dimostrato che il preparato a base di Calendula officinalis è in grado sia di sopprimere la proliferazione delle cellule tumorali sia di attivare i meccanismi cellulari associati alla morte delle cellule tumorali, portando i ricercatori a descrivere l’estratto di calendula come un preparato con una potente attività antitumorale e immunomodulante in vitro.

È importante sottolineare che si tratta di risultati ottenuti principalmente in modelli sperimentali cellulari e, pertanto, non possono essere direttamente interpretati come prova di efficacia antitumorale nell’uomo. Inoltre, i risultati si riferiscono allo specifico estratto LACE studiato dai ricercatori e non possono essere automaticamente estesi alla calendula in generale o alle comuni preparazioni erboristiche di Calendula officinalis.

5. Altre proprietà della Calendula

Nel 2023 alcuni ricercatori hanno realizzato una revisione della letteratura scientifica [6] per aggiornare le conoscenze sulla composizione chimica della calendula (Calendula officinalis L.), sulle sue attività biologiche e sulle possibili applicazioni terapeutiche, prestando particolare attenzione alle ricerche più recenti.

Non è un singolo esperimento clinico: raccoglie e analizza risultati di studi diversi, condotti in laboratorio, sugli animali e sull’uomo. Ecco i risultati della revisione:

  • Proprietà antinfiammatoria: possibile modulazione di mediatori infiammatori, tra cui TNF-α, IL-1β, IL-6 e NF-κB.
  • Cicatrizzante: risultati sperimentali favorevoli su alcuni processi di riparazione dei tessuti.
  • Antiossidante: capacità di alcuni estratti e composti di contrastare lo stress ossidativo.
  • Antimicrobica: attività contro alcuni microrganismi in test sperimentali, variabile secondo l’estratto.
  • Antidiabetica: risultati promettenti soprattutto in modelli preclinici, non sufficienti a dimostrare un beneficio terapeutico nell’uomo.
  • Epatoprotettiva: possibili effetti protettivi osservati in modelli sperimentali.
  • Antitumorale: attività su cellule e modelli sperimentali, che non dimostrano efficacia contro il cancro nell’uomo.

La revisione suggerisce che la calendula possieda un potenziale biologico interessante, soprattutto per le proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e per il possibile contributo alla riparazione cutanea.

Tuttavia, gli autori sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per chiarire i meccanismi d’azione, individuare le preparazioni più efficaci e definire meglio sicurezza e dosaggi. I risultati ottenuti in laboratorio non possono essere considerati automaticamente prove di efficacia clinica.

Controindicazioni ed effetti collaterali

La calendula sia per uso interno, che esterno è generalmente considerata una pianta sicura.

Tuttavia chi è allergico alle piante della famiglia delle Asteraceae (camomilla, arnica, ambrosia, margherita, ecc.) può avere una reazione anche alla calendula. Se hai acquistato un prodotto alla calendula, o è la prima volta che fai una tisana di calendula, è meglio provare prima ad applicarla un piccolo tratto di pelle. Il punto migliore è alla base del polso, così da scongiurare possibili reazioni allergiche.

In gravidanza è preferibile non assumere tisane o estratti a base di calendula, se non dietro il parere del proprio medico.

Bibliografia scientifica

  1. Pommier P. et al., Phase III randomized trial of Calendula officinalis compared with trolamine…, J Clin Oncol 2004;22:1447-1453: https://ascopubs.org
  2. Givol O. et al., A systematic review of Calendula officinalis extract for wound healing, Wound Repair Regen 2019;27:548-561: https://onlinelibrary.wiley.com
  3. Babaee N. et al., Antioxidant capacity of calendula officinalis flowers extract and prevention of radiation induced oropharyngeal mucositis: https://www.ncbi.nlm.nih.gov
  4. Khairnar et al. (2013), Evaluation of Calendula officinalis as an anti-plaque and anti-gingivitis agent https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov
  5. Jiménez-Medina et al. BMC Cancer (2006) A new extract of the plant Calendula officinalis produces a dual in vitro effect: cytotoxic anti-tumor activity and lymphocyte activation https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  6. Shahane et al. – Pharmaceuticals (2023) An Updated Review on the Multifaceted Therapeutic Potential of Calendula officinalis L https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov.

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