I benefici del Meliloto: sollievo naturale per gambe pesanti e affaticate

Scopriamo le proprietà del Meliloto, i suoi benefici per la circolazione venosa e linfatica, i dosaggi consigliati, gli effetti collaterali e le possibili interazioni.
Il meliloto (Melilotus officinalis) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Fabaceae, diffusa in gran parte dell’Europa e dell’Asia. E’ conosciuta da secoli nella tradizione fitoterapica europea.
L’utilizzo di questa pianta nella medicina popolare è legata soprattutto al trattamento dei distubi della circolazione venosa, disturbi linfatici ed al gonfiore. In particolare veniva utilizzata per alleviare la sensazione di pesantezza, tensione e affaticamento delle gambe, soprattutto quando associata a una circolazione venosa poco efficiente.
Veniva inoltre impiegata per via esterna, in virtù della sua azione lenitiva, utile per trattare leggeri arrossamenti ed irritazioni.
La ricerca scientifica si è concentrata in particolare sul possibile impiego del meliloto nei disturbi della circolazione venosa e linfatica e nella gestione dell’edema.
La composizione del Meliloto
Questi sono i principi attivi contenuti nella pianta:
- Cumarine: cumarina, melilotina/3,4-diidrocumarina, scopoletina, umbelliferone;
- Acidi fenolici: acido melilotico, acido o-/p-cumarico, caffeico, clorogenico, rosmarinico.
- Flavonoidi: quercetina, kaempferolo, luteolina, rutina, isoquercitrina e altri glicosidi.
- Saponine e altri triterpenoidi: presenti in quantità variabili.
- Carotenoidi: luteina, β-carotene, violaxantina e luteina 5,6-epossido.
Proprietà e benefici del Meliloto

1. Possibile beneficio sulla circolazione venosa
Il principale interesse fitoterapico del meliloto riguarda la microcircolazione venosa e linfatica.
L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) riconosce al meliloto un uso tradizionale per contribuire ad alleviare la sensazione di disagio e pesantezza delle gambe associata a lievi disturbi della circolazione venosa.
L’uso del meliloto è particolarmente interessante nei casi caratterizzati da:
- sensazione di gambe pesanti;
- gonfiore lieve degli arti inferiori;
- disagio associato alla stazione eretta prolungata;
- disturbi venosi minori.
All’uso tradizionale, si aggiungono alcuni studi clinici che hanno valutato l’efficacia del meliloto all’interno di formulazioni contenenti più sostanze vegetali, osservando miglioramenti di edema e sintomatologia.
2. Effetto sul gonfiore e sull’edema
Uno degli aspetti più studiati del meliloto è la sua possibile azione antiedemigena.
La cumarina e gli estratti di meliloto sono stati studiati soprattutto nell’ambito dell’edema associato a problemi linfatici e venosi. Storicamente, l’ipotesi è che la cumarina possa favorire alcuni processi coinvolti nel riassorbimento delle proteine presenti nei tessuti edematosi, attraverso un’attività sui macrofagi e sul metabolismo proteico locale.
Uno studio clinico condotto su pazienti con linfedema dell’arto superiore dopo trattamento chirurgico per carcinoma mammario ha valutato un estratto cumarinico di Melilotus officinalis. Si trattadi un piccolo studio clinico aperto, dove sono stati valutati 21 soggetti, di cui 14 hanno seguito il protocollo con meliloto. La maggior parte di loro ha ottenuto un sostanziale miglioramento dei sintomi, seguita da una riduzione della circonferenza dell’arto, relativamente modesta (circa 5%).
Gli autori conclusero che l’estratto cumarinico di Melilotus officinalis sembrava efficace nel ridurre il linfedema dopo linfadenectomia per carcinoma mammario. Suggerendo inoltre che il trattamento potesse essere utilizzato in associazione alla fisioterapia, in particolare al drenaggio linfatico manuale
Pertanto, il dato è interessante ma deve essere interpretato con prudenza.
3.Attività antinfiammatoria e antiossidante
Gli studi di laboratorio hanno evidenziato nel meliloto diversi composti capaci di mostrare attività antiossidante e antinfiammatoria.
In particolare, sono stati isolati flavonoidi e altri composti fenolici, alcuni dei quali hanno mostrato attività nei test sperimentali di neutralizzazione dei radicali liberi e in modelli cellulari di infiammazione.
4. Meliloto e sistema linfatico
L’interesse verso il Melilotus officinalis non riguarda soltanto le vene, ma anche il sistema linfatico.
La ricerca sulla cumarina ha preso in considerazione il suo possibile effetto antiedemigeno in pazienti con linfedema. Una revisione della letteratura evidenzia che questo ambito di ricerca è stato significativo.
Come agisce il meliloto sul sistema linfatico?
- Drenaggio linfatico: favorisce la contrazione dei vasi linfatici, sostenendo il drenaggio e il riassorbimento dei liquidi in eccesso.
- Azione antiedemigena: contribuisce a ridurre gonfiore, ristagno dei liquidi e sensazione di pesantezza, soprattutto a livello degli arti.
- Attività proteolitica: favorisce l’attività dei macrofagi, contribuendo alla degradazione delle proteine accumulate nei tessuti in presenza di edema.
- Supporto al tono vascolare: contribuisce a migliorare la resistenza dei capillari e a ridurre l’eccessiva permeabilità della parete vascolare, favorendo un migliore equilibrio dei liquidi nei tessuti.
La cumarina è un anticoagulante?
No la cumarina non è un anticoagulante. La cumarina naturale, non deve essere confusa con il dicumarolo o con il warfarin: sono sostanze differenti e la semplice presenza di cumarina nel meliloto non significa che la pianta abbia lo stesso effetto anticoagulante del warfarin.
Esiste però una ragione storica per cui il meliloto ha assunto particolare importanza nella farmacologia della coagulazione. Quando il fieno contenente meliloto veniva deteriorato da muffe, la cumarina poteva trasformarsi in derivati 4-idrossicoumarinici, tra cui il dicumarolo, dotato di attività anticoagulante. Questo fenomeno fu alla base della scoperta storica dei farmaci anticoagulanti cumarinici.
Come assumere il meliloto?

L’uso tradizionale prevede l’assunzione del meliloto come tisana.
Per preparare la tisana di meliloto, versa un cucchiaio di sommità fiorite essiccate in 250 ml di acqua bollente. Copri la tazza e lascia in infusione per circa 10 minuti. Trascorso questo tempo, filtra l’infuso e consumane 2–3 tazze al giorno, preferibilmente lontano dai pasti.
Questa preparazione è tradizionalmente utilizzata come supporto per favorire la circolazione e il naturale drenaggio dei liquidi.
Controindicazioni
Il meliloto è generalmente sicuro alle dosi consigliate. Particolare cautela è indicata per chi:
- assume farmaci anticoagulanti o antiaggreganti;
- presenta malattie del fegato;
- deve sottoporsi a interventi chirurgici;
- assume numerosi medicinali contemporaneamente;
- intende utilizzare estratti concentrati per periodi prolungati.
Inoltre se ne sconsiglia il consumo in gravidanza e in allattamento.
Conclusioni
Il meliloto è una pianta medicinale interessante soprattutto per il suo possibile ruolo nel benessere della circolazione venosa e linfatica e nel contrasto del gonfiore e della pesantezza delle gambe. La sua composizione, caratterizzata dalla presenza di cumarina e flavonoidi, offre una plausibile base farmacologica per alcuni degli effetti osservati negli studi sperimentali e clinici.
Tuttavia, è importante non trasformare i dati disponibili in promesse terapeutiche eccessive. Le indicazioni ufficialmente riconosciute in Europa sono basate in larga misura sull’uso tradizionale, mentre gli studi clinici disponibili sono spesso piccoli, datati o condotti su prodotti contenenti più ingredienti.
Il meliloto può quindi rappresentare un interessante coadiuvante fitoterapico, soprattutto nell’ambito dei disturbi venosi lievi, ma l’utilizzo di estratti concentrati dovrebbe essere valutato con attenzione, soprattutto per il contenuto di cumarina e per le possibili problematiche epatiche e le interazioni farmacologiche.
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