Cordyceps sinensis: dalla Medicina Cinese un possibile sostegno per la salute dei reni

Il Cordyceps sinensis (Ophiocordyceps sinensis) è un fungo della Medicina Tradizionale Cinese noto come Dong Chong Xia Cao, un’espressione traducibile come «verme d’inverno, erba d’estate», che richiama il suo particolare ciclo biologico.
Storicamente, il Cordyceps sinensis è stato impiegato per contrastare condizioni descritte come esaurimento, debolezza lombare, affaticamento persistente e ridotta vitalità, soprattutto con l’avanzare dell’età. Inoltre è uno dei pochi funghi medicinali associati alla funzione e al benessere renale.
La ricerca moderna ha esplorato il suo interesse come integratore nella malattia renale cronica e la sua capacità di limitare la tossicità renale di alcuni farmaci, con risultati incoraggianti.
Cosa dice la ricerca?
Negli ultimi anni i ricercatori hanno studiato alcuni estratti di Cordyceps sinensis per i loro possibili effetti sulle vie infiammatorie coinvolte nel danno renale.
Infatti, la malattia renale è spesso accompagnata da un’infiammazione persistente che, nel tempo, può contribuire al deterioramento dei tessuti. Alcuni principi attivi presenti nel Cordyceps sinensis hanno mostrato la capacità di modulare specifici meccanismi immunitari e infiammatori.
Tra i percorsi analizzati figura quello mediato dal recettore TLR4, coinvolto nel riconoscimento dei segnali di danno cellulare e nell’attivazione della risposta immunitaria. La sua attivazione può favorire il rilascio di citochine proinfiammatorie, tra cui l’interleuchina-6. In determinati modelli sperimentali, alcuni composti del Cordyceps sinensis sembrano attenuare questa risposta, con possibili effetti protettivi sui tessuti renali.
Dagli studi le evidenze suggeriscono in particolare miglioramenti di creatinina, proteinuria e alcuni marker di danno renale quando si associa il fungo alla terapia convenzionale.
Quindi non come alternativa, ma come aggiunta al normale trattamento della patologia.
Cosa contiene e perché può agire positivamente sui reni

Il Cordyceps sinensis contiene composti biologicamente attivi tra cui cordicepina (3′-deossiadenosina), polisaccaridi, nucleosidi, steroli e piccole quantità di adenosina. Questi costituenti sono associati in studi preclinici a effetti antiossidanti, antinfiammatori, immunomodulanti e anti-fibrotici.
Il danno renale cronico spesso progredisce attraverso stress ossidativo, infiammazione, attivazione dei fibroblasti e deposito di matrice extracellulare, processi in cui la via TGF-β1/Smad ha un ruolo centrale. Il Cordyceps sinensis è stato studiato proprio per la capacità di modulare questi meccanismi.
Potenziali benefici sulla funzione renale
| Aspetto | Effetto osservato nelle ricerche | Significato pratico |
|---|---|---|
| Creatinina sierica | Riduzione in diversi studi e meta-analisi come terapia aggiuntiva | Indicatore indiretto di miglioramento della filtrazione glomerulare |
| Clearance della creatinina | Aumento riportato in revisioni cliniche | Possibile miglioramento della funzione di filtrazione |
| Proteinuria / albuminuria | Riduzione della proteina urinaria e della proteinuria nelle 24 ore | Minore danno glomerulare e ridotto rischio di progressione |
| Azoto ureico nel sangue (BUN) | Riduzione in pazienti con CKD | Miglioramento di parametri di ritenzione azotata |
| Anemia e albumina | Possibile aumento di emoglobina e albumina sierica | Può riflettere un miglioramento delle complicanze della malattia cronica renale |
| Recupero tubulare | In una meta-analisi su disfunzione renale, riduzione dell’oliguria e aumento dell’osmolalità urinaria | Possibile supporto alla funzione dei tubuli renali |
La revisione Cochrane del 2014 ha analizzato 22 studi su 1.746 pazienti con malattia renale cronica non sottoposti a dialisi, per valutare gli effetti del Cordyceps sinensis associato alle terapie convenzionali. I risultati hanno evidenziato una possibile riduzione della creatinina nel sangue e della proteinuria, insieme a un aumento della clearance della creatinina e a possibili miglioramenti dei livelli di emoglobina e albumina. Questi risultati suggeriscono un potenziale effetto benefico su alcuni parametri della funzionalità renale e dello stato generale dei pazienti.
Più recentemente, una meta-analisi del 2024-2025 su pazienti con disfunzione renale ha concluso che Cordyceps sinensis come trattamento aggiuntivo può ridurre la creatinina, abbreviare l’oliguria e aumentare l’osmolalità urinaria, con possibili effetti favorevoli su glomeruli e tubuli. Anche in questo caso, il risultato va interpretato come supporto alla terapia medica, non come alternativa.
Meccanismi proposti
1. Riduzione dello stress ossidativo
Le cellule renali — soprattutto podociti, cellule mesangiali ed epitelio tubulare — sono molto esposte allo stress ossidativo perché il rene ha un elevato consumo di ossigeno e un’intensa attività metabolica. Quando si accumulano specie reattive dell’ossigeno (ROS), queste possono ossidare lipidi, proteine e DNA, attivare citochine infiammatorie, favorire la morte cellulare programmata (apoptosi) e stimolare la produzione di matrice extracellulare, cioè la fibrosi renale.
Nella nefropatia diabetica, iperglicemia e dislipidemia aumentano ulteriormente la produzione di ROS; l’ossidazione dei lipidi di membrana genera MDA (malondialdeide), un marker comunemente usato per stimare il danno da perossidazione lipidica. L’eccesso di ROS e MDA è associato a danno tubulare, alterazione dei podociti, proteinuria e peggioramento di creatinina e azoto ureico.
Studi su modelli animali di nefropatia diabetica e nefropatia membranosa indicano che estratti di Cordyceps militaris e Cordyceps sinensis possono aumentare l’attività degli antiossidanti, in particolare del glutatione perossidasi (GSH-Px) e del superossido dismutasi (SOD), riducendo marker di perossidazione lipidica come la malondialdeide.
2. Azione antinfiammatoria
Il Cordyceps può modulare vie infiammatorie come TLR4/NF-κB, coinvolte nell’amplificazione del danno renale. In un modello di malattia renale cronica, la cordicepina ha ridotto la proteina urinaria, BUN e creatinina dopo tre mesi di trattamento, suggerendo un possibile collegamento tra modulazione infiammatoria e miglioramento dei parametri renali.
3. Effetto anti-fibrotico

La fibrosi renale è un processo caratterizzato dall’accumulo progressivo di tessuto cicatriziale, che può compromettere la funzionalità dell’organo. Rappresenta uno dei meccanismi coinvolti nella progressione di numerose forme di malattia renale cronica.
Alcuni studi preclinici hanno evidenziato che determinati estratti di Cordyceps potrebbero influenzare l’attività di mediatori pro-fibrotici, tra cui il TGF-β/Smad, modulare alcune vie di segnalazione coinvolte nell’infiammazione e nel danno tissutale, ridurre l’attivazione dei fibroblasti, limitare il deposito di matrice extracellulare e modulare autofagia e apoptosi.
In modelli animali di nefropatia diabetica e nefrectomia subtotale, preparati di Cordyceps militaris e Cordyceps sinensis hanno ridotto le proteine associate alla fibrosi attraverso l’inibizione del pathway TGF-β1.
4. Possibile ruolo nella nefropatia diabetica
Nella nefropatia diabetica, iperglicemia, ipertensione intraglomerulare e alterazioni metaboliche promuovono citochine profibrotiche, tra cui TGF-β, e favoriscono l’accumulo di matrice extracellulare. Le recensioni indicano che gli estratti di Cordyceps hanno attività antiossidante, antinfiammatoria, anti-fibrotica, immunomodulante e di regolazione dell’apoptosi, tutti meccanismi potenzialmente rilevanti per questo contesto.
Cosa dicono gli studi clinici
- malattia renale cronica non in dialisi: la prova più consistente riguarda l’uso di Cordyceps in aggiunta alla terapia convenzionale, con miglioramenti di creatinina, clearance, proteinuria e alcune complicanze.
- Disfunzione renale acuta e cronica: una revisione sistematica recente indica possibili benefici su recupero tubulare e funzione glomerulare.
- Pazienti in dialisi: le evidenze sono meno solide; una revisione sottolinea l’assenza di prove di alta qualità per l’uso come coadiuvante nei pazienti dializzati e una segnalazione degli effetti avversi insufficiente.
Effetti collaterali e controindicazioni
Negli studi clinici disponibili, i preparati di Cordyceps sono generalmente risultati ben tollerati, con effetti avversi per lo più lievi: disturbi gastrointestinali, nausea, secchezza delle fauci, riduzione dell’appetito ed eruzioni cutanee.
Il Cordyceps può teoricamente potenziare gli effetti di anticoagulanti e antiaggreganti, aumentando il rischio di sanguinamento, e interagire con farmaci antidiabetici.
In linea generale, trattandosi di un fungo andrebbe evitato se si è allergici o intolleranti a funghi, o lieviti.
È importante prestare attenzione anche nei pazienti sottoposti a trapianto d’organo. Alcuni composti fungini possono modulare l’attività del sistema immunitario, ma gli effetti clinici specifici del Cordyceps e le sue eventuali interazioni con i farmaci immunosoppressori non sono definiti in modo sufficiente. Considerata la gravità di un possibile rigetto, chi ha ricevuto un trapianto dovrebbe evitare di assumere questi prodotti senza l’approvazione del proprio centro trapianti.
Per concludere
Il Cordyceps è oggetto di crescente interesse per i suoi possibili effetti antinfiammatori e per il potenziale ruolo complementare nella gestione di alcune condizioni renali. Alcuni studi clinici hanno riportato miglioramenti in determinati parametri di laboratorio, ma le evidenze attuali non sono sufficienti per raccomandarne l’impiego generalizzato nella malattia renale cronica o nella nefropatia diabetica.
Per chi soffre di una patologia renale, la priorità resta seguire le terapie prescritte e confrontarsi con il medico prima di introdurre qualsiasi prodotto complementare.
Bibliografia scientifica
- Zhang HW et al. Cordyceps sinensis (a traditional Chinese medicine) for treating chronic kidney disease. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2014.
https://www.cochranelibrary.com - Wu F et al. Efficacy of traditional Chinese medicine Cordyceps sinensis as an adjunctive treatment in patients with renal dysfunction: a systematic review and meta-analysis. Frontiers in Medicine, 2024/2025.
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PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov - Use of Bailing capsules (Cordyceps sinensis) in the treatment of chronic kidney disease: a meta-analysis and network pharmacology. Frontiers in Pharmacology, 2024.
https://www.frontiersin.org - Potential Therapeutic Strategies for Renal Fibrosis: Cordyceps and Related Products. Frontiers in Pharmacology, 2022.
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Testo completo PMC: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov - Liu W et al. Mechanism of Cordyceps sinensis and its Extracts in the Treatment of Diabetic Kidney Disease: A Review. Frontiers in Pharmacology, 2022.
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https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov - National Institutes of Health — LiverTox. Cordyceps, 2025.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov - Memorial Sloan Kettering Cancer Center. Cordyceps: integrative medicine herb monograph.
https://www.mskcc.org.Disclaimer
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