Proprietà e benefici dell’Echinacea: il rinforzo naturale per le tue difese immunitarie

Con l’arrivo dei primi freddi, tra gli scaffali di farmacie ed erboristerie spunta puntuale un nome: Echinacea. È uno dei rimedi naturali più venduti al mondo per rinforzare le difese immunitarie e proteggersi da raffreddore e influenza.
Che cos’è l’echinacea
L’Echinacea, detta anche “rudbeckia purpurea” o “coneflower”, è una pianta perenne originaria del Nord America, della stessa famiglia delle margherite (Asteraceae). Si riconosce per i grandi fiori dai petali rosa-violacei e dal centro arancione, rigonfio e spinoso, da cui il nome (dal greco echinos, “riccio”). I nativi americani la usavano da secoli per curare ferite, infezioni e mal di gola.
Le specie più utilizzate in erboristeria sono tre: Echinacea purpurea, la più comune e studiata, Echinacea angustifolia ed Echinacea pallida. Si impiegano le parti aeree (fiori, foglie, fusto), la radice o entrambe, sotto forma di succo, tintura madre, estratto secco, capsule, compresse o decotti.
Il rimedio delle Grandi Pianure
L’echinacea, in particolare Echinacea angustifolia, è stata una delle piante medicinali più importanti per i popoli indigeni delle Grandi Pianure del Nord America. Veniva usata soprattutto come rimedio per il dolore, le infiammazioni, morsi e punture, affezioni della gola e problemi della pelle.
Le tribù delle pianure impiegavano soprattutto la radice della pianta, ma anche foglie, fiori e semi. Le fonti etnobotaniche documentano l’uso dell’echinacea in almeno 19 popoli indigeni.
Non esisteva un unico “uso tradizionale”: le preparazioni variavano secondo la tribù, la parte della pianta e il disturbo da trattare. Si usava masticando la radice, preparando infusi o decotti, applicando cataplasme di radice schiacciata, oppure utilizzando lavaggi e fumigazioni.
La usavano per il trattamento dei più disparati problemi:
- Mal di denti e dolore in generale: molte tribù usavano la radice per alleviare il mal di denti. Veniva chiamata kiowa-apache, che significa “medicina che intorpidisce”;
- Tosse, raffreddori e mal di gola: le tribù Kiowa e Cheyenne erano solite masticare un pezzo di radice di echinacea per alleviare i sintomi da raffreddamento.
- Morsi di serpente: l’echinacea veniva utilizzata come antidoto di alcuni serpenti dalle tribù di Winnebago, Ponca, Pawnee, Omaha, Dakota e dalla maggior parte delle tribù del Montana.
- Ferite, foruncoli e infiammazioni: Si usavano lavaggi e impacchi di echinacea per ridurre le infiammazioni.
- Altri usi. le tribù dei Cheyenne bevevano un infuso per reumatismi, artrite, parotite e morbillo. Per curare il cimurro dei cavalli si bruciava la pianta e si usava il fumo.
- Sete e resistenza: I Cheyenne masticavano la radice per stimolare la salivazione e non sentire la sete durante la Danza del Sole. Altre tribù la usavano per resistere di più nella capanna sudatoria. Era quindi anche una pianta cerimoniale.
Ben presto anche i coloni inglesi compresero l’importanza di questa pianta e iniziarono a loro volta ad adoperarla.
In Oklahoma la radice era usata come rimedio per quasi ogni malanno, anche per gli animali. Nel 1870 il medico Meyer la utilizzò per la preparazione in un tonico commerciale, il “Meyer’s Blood Purifier”. Poi la adottarono i medici “eclettici” americani, che la diffusero a inizio Novecento (Felter, 1898). L’impiegò si diffuse poi anche in Europa, in particolare in Germania, almeno fino all’avvento dei farmaci.
Cosa contiene
Le proprietà della pianta sono attribuite a un insieme di sostanze che agiscono in sinergia, in particolare:
- alchilammidi (o alcamidi), composti presenti soprattutto nella radice e responsabili del caratteristico formicolio in bocca;
- derivati dell’acido caffeico, come l’acido cicorico, con attività antiossidante;
- polisaccaridi, molecole che sembrano stimolare alcune cellule del sistema immunitario;
- flavonoidi e oli essenziali in quantità minori.
Proprietà dell’Echinacea

Gli studi condotti finora sull’ Echinacea mostrato una certa attività antivirale, antinfiammatoria e immunostimolante, cioè capace di stimolare le difese dell’organismo. In particolare l’echinacea può favorire l’attivazione di alcune cellule immunitarie e la fagocitosi, il processo con cui l’organismo “ingloba” microrganismi e residui cellulari.
La stessa EMA (European Medicine Agency) riconosce al succo di E. purpurea un uso consolidato per la prevenzione a breve termine e il trattamento del raffreddore e un uso tradizionale per il trattamento di piccole ferite superficiali, mentre alla radice delle tre specie di echinacea è riconosciuto un uso tradizionale per migliorare i sintomi del raffreddore.
Echinacea e raffreddore: le evidenze
In virtù delle sue proprietà immunostimolanti e antivirali l’echinacea è tra i rimedi naturali più utilizzati per prevenire e trattare raffreddore e sintomi influenzali. Vediamo perché.
Nel 2007 un gruppo di ricercatori dell’Università del Connecticut ha riunito i risultati di 14 studi controllati con placebo, che coinvolgevano complessivamente circa 1.350 persone per l’incidenza dei raffreddori e circa 1.600 per la loro durata. Dall’analisi è emerso che chi assumeva Echinacea aveva una probabilità inferiore del 58% di contrarre un raffreddore, e che i sintomi duravano in media 1,4 giorni in meno. Gli autori hanno concluso che le evidenze disponibili sostenevano un beneficio dell’Echinacea nel ridurre sia la frequenza sia la durata dei raffreddori.
Nel 2012 un gruppo della Cardiff University (Jawad e colleghi, Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine) ha condotto quello che a oggi è il più ampio studio sull’argomento, e il primo a verificare con test di laboratorio i virus responsabili dei raffreddori.
Hanno partecipato 755 adulti sani che, in media, avevano almeno due raffreddori l’anno. Per quattro mesi hanno assunto un estratto alcolico di Echinacea purpurea (95% parti aeree e 5% radice) oppure un placebo, in dosi giornaliere che aumentavano all’insorgere dei sintomi.
Nel gruppo trattato gli autori hanno osservato meno episodi di raffreddore, meno giorni complessivi di malattia e un minor ricorso agli analgesici. Il beneficio è risultato più marcato nelle persone soggette a infezioni ricorrenti, e maggiore tra chi ha seguito la terapia con più costanza. Particolarmente interessante è l’effetto sui raffreddori confermati dal laboratorio, soprattutto quelli provocati da virus “con involucro”, come i virus influenzali e parainfluenzali. Sul fronte della sicurezza, gli eventi avversi sono stati paragonabili a quelli del placebo (293 contro 306), a conferma di una buona tollerabilità.
Come utilizzare l’Echinacea

Nella tradizione degli indiani d’America veniva impiegata soprattutto la radice di Echinacea, masticata oppure sotto forma di decotto.
Il decotto resta il metodo più semplice per estrarre ed assumere i principi attivi contenuti nella pianta. E’ importante prepararlo correttamente e rispettare le dosi.
Ingredienti:
- 1 cucchiaino di radice di echinacea essiccata (circa 2-3 g).
- 250 ml di acqua.
Preparazione:
- Metti la radice nell’acqua fredda.
- Porta a ebollizione.
- Lascia sobbollire per circa 8-10 minuti.
- Spegni il fuoco e lascia riposare per altri 2 minuti.
- Filtra e bevi tiepido.
Relativamente ai dosaggi, per la radice di Echinacea, una monografia dell’Agenzia Europea per i Medicinali indica per una persona adulta il dosaggio di 150ml per tre volte al giorno (cioè 2 tazze da 250 ml due volte al giorno). Questo è l’utilizzo tradizionale previsto principalmente per trattare i sintomi da raffreddamento.
Controindicazioni ed effetti collaterali
L’echinacea è considerata sicura per un uso breve negli adulti sani. Gli effetti indesiderati riportati negli studi sono per lo più lievi e temporanei: disturbi gastrointestinali, mal di testa, vertigini o stanchezza.
Attenzione però in questi casi:
- Allergia alle Asteracee: chi è allergico a piante della famiglia delle Asteracee, come ambrosia, margherite, crisantemi o calendula può sviluppare reazioni allergiche anche all’echinacea.
- Malattie autoimmuni: in presenza di condizioni autoimmuni, come ad esempio tiroidite di Hashimoto, artrite reumatoide, psoriasi, o sclerosi multipla è opportuno chiedere prima al medico, perché l’echinacea può stimolare ulteriormente le cellule immunitarie, peggiorando i sintomi.
- Terapie immunosoppressive o trapianti: l’echinacea potrebbe interferire con farmaci che controllano la risposta immunitaria.
- Gravidanza, allattamento e bambini: in questi casi è sempre meglio evitare l’automedicazione e confrontarsi con pediatra, ginecologo o medico di base; nei bambini le evidenze sono limitate e incoerenti.
Bibliografia scientifica
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- Jawad M, Schoop R, Suter A, Klein P, Eccles R. Safety and efficacy profile of Echinacea purpurea to prevent common cold episodes: a randomized, double-blind, placebo-controlled trial. Evid Based Complement Alternat Med. 2012;2012:841315. doi:10.1155/2012/841315. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
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