Hericium erinaceus: un alleato naturale per il benessere dei cani

I potenziali benefici dell'Hericium erinaceus, fungo “criniera di leone”, studiato in ambito veterinario per il possibile supporto al sistema nervoso, alle funzioni cognitive e al benessere immunitario e dell'apparato digerente dei cani.
Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso parlare di micoterapia veterinaria, ovvero di funghi medicinali intesi come supporto naturale alla salute dei nostri amici animali, in particolare cani e gatti.
Utilizzati da migliaia di anni nella Medicina Tradizionale Cinese, i funghi medicinali non sono semplicemente alimenti, ma contengono numerose sostanze bioattive che possono aiutare a sostenere l’organismo in modo mirato.
E questo vale tanto per gli esseri umani, quanto per gli animali.
In ambito veterinario, possono essere utilizzati sia a scopo preventivo sia come supporto in presenza di alcune patologie croniche, sempre all’interno di un approccio integrato alla salute dell’animale.
Oggi parliamo nello specifico dell’Hericium erinaceus, anche conosciuto come "criniera di leone". Si tratta di un fungo molto studiato per la sue proprietà benefiche sul sistema nervoso e sull'apparato gastrointestinale.
Che cos’è l’Hericium erinaceus?
L’Hericium erinaceus è un fungo medicinale e commestibile, tradizionalmente usato nella medicina cinese, ricco di composti bioattivi come i beta-glucani, le erinacine e gli ericenoni, oltre a polisaccaridi, polifenoli ed ergotioneina.
Negli studi sull’uomo questi composti sono stati associati a proprietà neurotrofiche, antinfiammatorie e antiossidanti e sono finiti sotto la lente di ingrandimento degli studiosi, per la loro peculiarità di stimolare la produzione del fattore di crescita nervoso (NGF).
L’NGF è un fattore di crescita fondamentale per la buona salute del sistema nervoso. In particolare contribuisce allo sviluppo, al mantenimento e alla funzionalità di specifiche popolazioni di neuroni.
Ne abbiamo parlato in maniera approfondita in questo articolo: Hericium un elisir per il tuo cervello
Potenziali benefici dell’Hericium per i cani

Gli effetti benefici dell’Hericium erinaceus sono stati ampiamente studiati anche sui nostri amici a quattro zampe, in particolare sui cani.
Vediamo nel dettaglio gli studi più interessanti che meritano menzione e i relativi risultati.
1. Funzioni cognitive e invecchiamento
Un filone di ricerca molto interessante riguarda l’invecchiamento cerebrale. Uno studio [1] presentato al Journal of Animal Science ha testato l’effetto dell’Hericium su cani anziani, somministrando Hericium erinaceus e partendo dal presupposto che nell’uomo il fungo ha mostrato effetti benefici sull’antiossidazione, il potenziamento immunitario e la stimolazione del fattore di crescita nervoso, oltre a benefici legati all’invecchiamento.
Lo studio ha confrontato quattro gruppi di cani:
- C1 — adulti di 5 anni, gruppo di controllo (nessun trattamento)
- C2 — anziani di 11 anni, gruppo di controllo (nessun trattamento)
- T1 — anziani di 11 anni, trattati con 0,4 g di Hericium erinaceus per peso corporeo metabolico
- T2 — anziani di 11 anni, trattati con 0,8 g di Hericium erinaceus per peso corporeo metabolico
Lo studio si è concluso dopo 16 settimane. Questi sono i risultati:
- Appetibilità. In un test di preferenza a doppia scelta, la dieta sperimentale arricchita con Hericium è stata consumata completamente e più rapidamente rispetto all’alternativa — segno che il fungo non scoraggia l’appetito, anzi.
- Sicurezza generale. Per le 16 settimane di durata dello studio non sono emerse variazioni significative di peso corporeo, punteggio di condizione corporea (BCS) o consistenza delle feci. Anche l’emocromo completo e i valori chimici del sangue sono rimasti nei range di normalità — un dato importante perché indica che l’integrazione non ha comportato effetti negativi rilevabili sulla salute generale dei cani.
- Metabolomica. L’aspetto più interessante riguarda l’analisi del profilo metabolomico del siero tramite risonanza magnetica nucleare (NMR), usata per individuare cambiamenti metabolici indotti dall’integrazione. Dopo 8 settimane sono aumentate in modo significativo le concentrazioni di:
- formiato: coinvolto nella proliferazione cellulare
- ascorbato (vitamina C): essenziale per la riparazione dei tessuti e con funzione antiossidante
- acetone: coinvolto nella formazione delle membrane lipidiche
- colina: coinvolta anch’essa nella formazione delle membrane lipidiche e nel sistema antiossidante
Gli aumenti risultavano più significativi in particolare nel gruppo T2, ovvero nel gruppo a cui era stata somministrata una dose più alta di Hericium (0,8 g).
Conclusione degli autori
Gli autori interpretano questi cambiamenti metabolici come un indizio che l’Hericium erinaceus possa favorire la proliferazione cellulare e l’attività di riparazione tissutale nei cani anziani, verosimilmente collegata a un potenziamento dell’attività antiossidante.
2. Microbiota intestinale

Uno studio [2] pubblicato su Journal of Animal Science and Technology ha analizzato l’effetto dell’Hericium erinaceus sul microbiota intestinale di 18 cani anziani.
I ricercatori hanno concluso che l’assunzione di Hericium erinaceus può regolare il microbiota intestinale nei cani anziani, e che un apporto adeguato nella dieta potrebbe migliorare il sistema immunitario e contrastare l’obesità attraverso l’azione sul microbiota.
Nello specifico lo studio è stato condotto su 18 cani anziani, dell’età di 11 anni. I cani sono stati suddivisi in tre gruppi da 6 soggetti ciascuno, in base a punteggio di condizione corporea e peso simili, e nutriti per 16 settimane con la stessa dieta commerciale di base, differenziata solo per il contenuto di Hericium erinaceus:
- CON — nessuna integrazione
- HE-L (low) — 0,4 g Hericium per kg di peso corporeo
- HE-H (high) — 0,8 g Hericium per kg di peso corporeo
L’analisi del microbiota è stata condotta tramite sequenziamento metagenomico.
Risultati principali
Differenza complessiva tra gruppi. L’analisi delle coordinate principali (PCoA), condotta per verificare quanto le comunità microbiche dei diversi gruppi fossero distinte tra loro, ha mostrato una differenza statisticamente significativa tra il gruppo HE-H e il gruppo di controllo (distanza UniFrac pesata, p = 0,047). Il gruppo HE-L, invece, non si è differenziato in modo significativo dal controllo. Un dettaglio importante: solo la dose più alta ha prodotto un effetto misurabile sulla struttura complessiva del microbiota.
Cambiamenti specifici (solo nel gruppo ad alta dose). Attraverso l’analisi LEfSe (Linear discriminant analysis Effect Size), che individua i taxa batterici responsabili delle differenze tra gruppi, nel gruppo HE-H rispetto al controllo sono stati osservati:
- un aumento del phylum Bacteroidetes e del relativo ordine Bacteroidales
- una riduzione del phylum Firmicutes, in particolare dei generi Streptococcus e Tyzzerella
- una riduzione, a livello di famiglia, di Campylobacteraceae e del genere Campylobacter
Come interpretare questi cambiamenti
Il dato più rilevante dal punto di vista funzionale riguarda il rapporto Firmicutes/Bacteroidetes (F/B ratio): un rapporto più basso, come quello osservato qui, con Bacteroidetes in aumento e Firmicutes in calo, è generalmente associato nella letteratura scientifica a un profilo metabolico più favorevole, mentre un F/B ratio elevato è stato collegato a stati di obesità e infiammazione in diverse specie, uomo compreso. È su questa base che i ricercatori interpretano il risultato come potenzialmente favorevole per il controllo del peso e per la modulazione immunitaria.
Anche la riduzione di Campylobacter è di interesse pratico, trattandosi di un genere che comprende specie potenzialmente patogene sia per i cani sia, per contatto, per l’uomo.
Conclusione degli autori e limiti da considerare
Gli autori concludono che l’assunzione di Hericium erinaceus può modulare la comunità microbica intestinale nei cani anziani, e che un apporto adeguato nella dieta potrebbe contribuire a migliorare l’immunità e contrastare l’obesità agendo sul microbiota intestinale.
Vale però la pena sottolineare che si tratta di un campione molto piccolo, per cui sono necessari studi su più larga scala per confermare questi risultati e attestare un beneficio reale sui cani.
3. Hericium e tumori: studi in vitro
Un filone più recente e ancora sperimentale riguarda l’oncologia.
Uno studio [3] ha testato un estratto metanolico di Hericium erinaceus su linee cellulari di carcinoma mammario canino, uno dei tumori maligni più comuni nei cani femmina, caratterizzato da elevato potenziale metastatico e opzioni terapeutiche limitate. Lo studio è servito a valutare gli effetti antiproliferativi, pro-apoptotici e inibitori sulla transizione epitelio-mesenchimale.
È importante sottolineare che si tratta di risultati in vitro, cioè su cellule in laboratorio — un primo passo interessante, ma ancora lontano da una prova di efficacia clinica nel cane vivo.
Dallo studio si è visto che l’estratto di Hericium erinaceus:
- Ha rallentato la crescita delle cellule tumorali canine;
- Ha indotto l’apoptosi, ovvero il processo naturale dell’organismo per eliminare le cellule danneggiate;
- Ha ridotto la capacità di migrazione delle cellule tumorali, un primo passo necessario nel processo metastatico (la diffusione del cancro);
- Ha spinto le cellule tumorali verso uno stato meno aggressivo, modificando l’espressione dei geni coinvolti nella diffusione del tumore;
- Una delle principali osservazioni emerse dallo studio su colture cellulari è stata che l’estratto sembrava attaccare le cellule tumorali, lasciando invece pressoché inalterata la maggior parte delle cellule sane.
Gli autori concludono che l’estratto ha dimostrato una potente attività anticancro in vitro contro le cellule del carcinoma mammario canino, attraverso l’induzione sinergica dell’apoptosi e la soppressione del comportamento metastatico associato all’EMT, ovvero soppressione della transizione epitelio-mesenchimale.
Si tratta di un dato di laboratorio scientificamente solido nella sua metodologia e potenzialmente un punto di partenza interessante per futura ricerca oncologica veterinaria, ma non costituisce in alcun modo una base per usare l’Hericium erinaceus come trattamento del cancro nei cani al momento attuale.
E per quanto riguarda i gatti?
Purtroppo al momento non risultano studi clinici pubblicati condotti specificamente su gatti. Quello che si trova online, comprese molte fonti commerciali di produttori di integratori, è perlopiù un’estrapolazione dai dati su cani e roditori, unita a considerazioni di appetibilità.
Infatti l’estratto in polvere avrebbe un gusto delicato che ricorderebbe il pesce, il che lo renderebbe più facile da somministrare ai gatti rispetto ad altri integratori.
Nei gatti possiamo solo dire che la sicurezza d’uso dell’Hericium è generalmente considerata buona, in quanto è un fungo alimentare, non tossico per i mammiferi. Tuttavia l’efficacia specifica non è stata testata in trial dedicati: chi lo somministra al proprio gatto lo fa sulla base di analogie, non di prove dirette.
Bibliografia scientifica
- Chun, J.L., Seo, K., Cho, H.-W., Jeon, J.-H., Kim, C.H., Lim, S., Kim, K.H. — “PSXI-7 Effects of Hericium Erinaceus on Health of Aged Dogs”, Journal of Animal Science, Vol. 100, Supplement_3, ottobre 2022 Oxford AcademicOxford Academic
- Cho H-W, Choi S, Seo K, Kim KH, Jeon J-H, Kim CH, Lim S, Jeong S, Chun JL, “Gut microbiota profiling in aged dogs after feeding pet food contained Hericium erinaceus”, J Anim Sci Technol, 2022 Sep 30;64(5):937–949, DOI: 10.5187/jast.2022.e66 PubMed CentralPubMed Central
- Synergistic apoptotic and epithelial–mesenchymal transition-inhibitory effects of Hericium erinaceus extract in canine mammary cancer cell lines – DOI: 10.14202/VETWORLD.2026.2318-2338 PubMed CentralPubMed Central