Artemisia annua: proprietà, benefici, usi e cosa dice la ricerca scientifica

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L’Artemisia annua, conosciuta anche come assenzio dolce, è una pianta officinale conosciuta soprattutto per la presenza dell’artemisinina, una molecola studiata per il suo ruolo nella terapia della malaria. Da secoli utilizzata nella medicina tradizionale cinese, oggi l’Artemisia annua è oggetto di numerosi studi scientifici che ne stanno approfondendo composizione, proprietà e possibili applicazioni.

Che cos'è l'Artemisia annua?

L’Artemisia annua (Artemisia annua L.) è una pianta erbacea aromatica della famiglia delle Asteraceae, conosciuta anche come sweet wormwood, o con il nome cinese qinghao. È originaria dell’Asia temperata, soprattutto della Cina, ma oggi è coltivata e diffusa anche in altre parti del mondo.

La sua importanza è legata soprattutto a una sostanza contenuta nelle foglie e nelle parti aeree della pianta: l’artemisinina. Questo composto è stato isolato negli anni ’70 dalla ricercatrice cinese Tu Youyou e ha portato allo sviluppo di farmaci antimalarici molto efficaci, in particolare le terapie combinate a base di artemisinina usate contro la malaria

Artemisia annua: proprietà e principi attivi

L’Artemisia annua è nota soprattutto per il contenuto di artemisinina, un composto che ha rivoluzionato il trattamento della malaria. Oltre all’artemisinina, contiene numerose altre molecole bioattive che sono state studiate in laboratorio.

Questi sono i principi attivi isolati nella pianta:

  • Artemisinina: è un lattone sesquiterpenico con un ponte endoperossidico, struttura responsabile della sua attività antimalarica. Agisce principalmente danneggiando il parassita Plasmodium attraverso la formazione di specie reattive dell’ossigeno in presenza di ferro. E’ la base di farmaci antimalarici combinati (ACT).
  • Flavonoidi: tra cui quercetina, rutina, luteolina, crisina, apigenina. Sono composti vegetali studiati per l’attività antiossidante, modulatrice dell’infiammazione, protettiva nei confronti dello stress ossidativo (soprattutto in studi cellulari).
  • Oli essenziali: l’Artemisia annua contiene molecole come: canfora, 1,8-cineolo, artemisia chetoni, borneolo e altri terpeni aromatici. Sono responsabili del caratteristico profumo della pianta e sono studiati per possibili attività antimicrobiche e antinfiammatorie.
  • Altri composti: acidi fenolici, cumarine, polisaccaridi, polifenoli e altri terpenoidi.

Proprietà dell'Artemisia annua

pianta artemisia annua

Attività antimalarica (evidenza più solida)

È l’effetto meglio documentato: l’artemisinina e i suoi derivati sono farmaci fondamentali contro la malaria.

Attività antiossidante

Estratti della pianta mostrano capacità di neutralizzare radicali liberi in test di laboratorio, soprattutto grazie a flavonoidi e polifenoli.

Attività antinfiammatoria

Alcuni componenti possono influenzare mediatori dell’infiammazione (come alcune citochine e vie enzimatiche).

Attività antimicrobica

Sono stati osservati effetti contro alcuni microrganismi in studi sperimentali, ma non significa.

Studi su cellule tumorali

Le proprietà antitumorali dell’Artemisia annua sono un campo di ricerca interessante, ma è importante distinguere tra effetti dimostrati in laboratorio e prove cliniche nell’uomo.

Ad oggi non esiste una terapia oncologica approvata basata su Artemisia annua; le evidenze più solide riguardano artemisinina e suoi derivati (es. artesunato, diidroartemisinina), studiati soprattutto in modelli cellulari e animali.

Questi sono i principali effetti dimostrati da alcuni studi:

1. Induzione dell’apoptosi (morte cellulare programmata)

L’artemisinina e derivati possono attivare vie molecolari che portano alla morte delle cellule tumorali.Sono stati osservati:

  • attivazione delle caspasi (enzimi coinvolti nell’apoptosi);
  • alterazione del rapporto tra proteine pro- e anti-apoptotiche (es. famiglia Bcl-2);
  • danno mitocondriale.

Studi in vitro hanno riportato questi effetti in diversi tipi cellulari tumorali.

2. Aumento dello stress ossidativo selettivo nelle cellule tumorali

Il gruppo endoperossidico dell’artemisinina può reagire in presenza di ferro, generando specie reattive dell’ossigeno (ROS). Le cellule tumorali spesso hanno una maggiore richiesta di ferro e metabolismo ossidativo alterato.

Questo può renderle più vulnerabili rispetto alle cellule normali in alcuni modelli sperimentali.

3. Induzione della ferroptosi

La ferroptosi è una forma di morte cellulare dipendente dal ferro e dall’accumulo di perossidi lipidici. Studi recenti su derivati dell’Artemisia annua indicano la ferroptosi come uno dei meccanismi emergenti più interessanti. Le evidenze attuali sono soprattutto precliniche (cellule e animali).

4. Arresto del ciclo cellulare

Alcuni studi mostrano che artemisinina e derivati possono bloccare la proliferazione delle cellule tumorali fermando il ciclo cellulare (ad esempio nelle fasi G1 o G2/M). Questo riduce la capacità delle cellule tumorali di replicarsi.

5. Inibizione dell’angiogenesi tumorale

L’angiogenesi è il processo con cui il tumore forma nuovi vasi sanguigni per nutrirsi. Alcuni studi indicano che i derivati dell’artemisinina possono ridurre segnali coinvolti nella formazione di nuovi vasi, come la via VEGF. L’evidenza è principalmente sperimentale.

Come assumere l’Artemisia annua

L’Artemisia annua è disponibile in diverse formulazioni, ciascuna caratterizzata da specifiche modalità di utilizzo:

Le preparazioni liquide (idroalcoliche e idrolitiche) e le capsule sono generalmente standardizzate per il contenuto di artemisinina, il principale composto bioattivo della pianta. In alcuni prodotti, la concentrazione di artemisinina può raggiungere livelli molto elevati, fino al 99% di principio attivo titolato. Questi prodotti sono equiparabili a dei farmaci e andrebbero assunti solo su prescrizione del medico.

Nell’ambito degli impieghi studiati in letteratura, inclusi quelli relativi al supporto integrato in alcune condizioni patologiche, l’assunzione di preparati a base di Artemisia annua viene spesso suddivisa nell’arco della giornata, generalmente in due o tre somministrazioni, preferibilmente durante o dopo i pasti, al fine di favorirne la tollerabilità gastrointestinale.

La pianta essiccata, invece, viene utilizzata prevalentemente per la preparazione di infusi e tisane. In questa forma, l’interesse è rivolto soprattutto alla presenza di polifenoli, flavonoidi e altri fitocomposti dotati di attività antiossidante, piuttosto che all’apporto di artemisinina.

Controindicazioni dell’Artemisia annua

Le controindicazioni e precauzioni dell’Artemisia annua non sono state definite con la stessa precisione di molti farmaci, ma dalla letteratura scientifica e dalle banche dati mediche emergono alcuni punti di attenzione importanti.

  • Da evitare in allattamento e gravidanza;
  • Allergia alle Asteraceae chi è allergico a piante della stessa famiglia (camomilla, ambrosia, crisantemo, calendula, ecc.) potrebbe avere reazioni allergiche.

Effetti collaterali

L’Artemisia annua è utilizzata da lungo tempo nella tradizione erboristica asiatica e occidentale. Tuttavia, come qualsiasi pianta officinale o integratore vegetale, non è completamente priva di possibili effetti indesiderati.

Premesso che la tollerabilità può variare da persona a persona in base a diversi fattori, l’Artemisia annua sotto forma di infuso è generalmente ben tollerata, mentre prodotti più concentrati come gli estratti idroalcolici, o l’artemisinina estratto secco, possono in alcuni casi dare dei fastidi. Tra gli effetti collaterali più comuni troviamo:

  • Dolore addominale;
  • Diarrea;
  • Nausea e vomito.
  • Prurito, arrossamenti cutanei ed Orticaria.

Conclusione

Gli effetti collaterali dell'Artemisia annua risultano generalmente poco frequenti e spesso lievi, ma non devono essere sottovalutati. Disturbi gastrointestinali, reazioni allergiche e possibili interazioni con farmaci rappresentano gli aspetti principali da considerare.

Come per qualsiasi pianta officinale, la scelta di prodotti di qualità, il rispetto delle indicazioni d'uso e il confronto con un professionista qualificato costituiscono le migliori strategie per un utilizzo consapevole e responsabile.

Bigliografia scientifica

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