Enciclopedia delle erbe officinali > Rabarbaro, Rheum rhabarbarum
Rabarbaro (Rheum rhabarbarum)
Scheda tecnico botanica:

Classificazione
- Famiglia: Polygonaceae
- Genere: Rheum
- Specie: Rheum rhabarbarum
- Nome comune: Rabarbaro
Descrizione botanica
Il rabarbaro è una pianta erbacea perenne rizomatosa, originaria delle regioni temperate dell’Asia e diffusa anche in Europa e Nord America per uso alimentare e medicinale. La pianta produce grandi coste carnose e foglie ampie, ma solo i piccioli delle foglie sono commestibili perché le foglie contengono elevate quantità di acido ossalico, tossico se assunto in eccesso.
Foglie
Le foglie sono grandi, cuoriformi o reniformi, con bordo irregolare, portate da lunghi piccioli carnosi, rossastri o verdi. La lamina fogliare è grossa e rugosa, verdastra, ma altamente tossica se ingerita.
Fusti
I piccioli fogliari sono carnosi, spessi, di colore che varia dal verde chiaro al rosso, e sono la parte commestibile più utilizzata in cucina.
Fiori
La pianta produce infiorescenze a pannocchia alte fino a 1 metro, composte da piccoli fiori verdastri o rossastri, che compaiono in estate.
Frutti
Il frutto è un piccolo achenio contenente i semi della pianta.
Habitat e coltivazione
Il rabarbaro predilige climi temperati freschi e umidi, preferibilmente terreni ricchi di sostanza organica, ben drenati e leggermente acidi o neutri. Non sopporta il caldo eccessivo né i ristagni idrici. Il terreno deve essere lavorato in profondità per permettere lo sviluppo del rizoma fittonante. La pianta può essere coltivata da seme o per divisione dei rizomi.
Usi e proprietà
Il rabarbaro è largamente utilizzato in cucina per dolci, confetture, torte e come ingrediente acidulo in piatti salati. In fitoterapia ha proprietà digestive, lassative e antinfiammatorie. Il rizoma contiene sostanze fenoliche e antrachinoniche con effetti stimolanti sul tratto intestinale. È importante un uso moderato a causa del contenuto di ossalati potenzialmente dannosi se assunti in eccesso.